Un punto di riferimento

CERTEZZA

Questa è la parola che mi viene in mente quando ti penso. E tu sai che nella vita di un uomo se mancano le certezze il cammino diventa più difficoltoso. Ora che tu non sei più qui fra noi, io (e penso di parlare a nome di tanti) mi sento colpita, frastornata. Per me e la mia famiglia eri una certezza: ci sei sempre stato nei momenti dolorosi come in quelli sereni. Eri un punto di riferimento quando ancora bambina frequentavo l’Istituto ed eri ancora lì quando, molti anni dopo, sono diventata insegnante. Hai concelebrato al mio matrimonio, hai condiviso con noi la gioia della nascita di Giulia e ci sei stato vicino persino quando un grave lutto ha colpito di recente la nostra famiglia. Sebbene la tua malattia avesse già minato il tuo fisico profondamente provato dalle cure, hai trovato il modo di farci sentire il tuo calore anche in quella circostanza.

Ciò che è straordinario è che tutti gli ex-allievi possono dire questo di te. C’eri sempre e dovunque. Ora capisci perché in un silenzio assordante uno stuolo incredibile e senza precedenti di ex- allievi e allievi ha presenziato ai riti funebri in tuo onore? Tu sai di aver seminato per una vita intera e di aver investito sui ragazzi che ora ti sono riconoscenti, che testimonieranno di aver conosciuto un grande salesiano che li ha sempre ascoltati, guidati, amati. Questo è il tuo raccolto, questa la tua certezza.
Grazie per esserci stato!

Con affetto
Alessia Racca

ARRIVEDERCI DON SANDRO

Come ai nostri incontri dei quinquenni, mi sembrava che Don Sandro ieri mi dicesse: “Tua, aspetto il tuo scritto per Col tempo e col Po”. Eccomi perciò a cercare di scrivere, per chi non c’era, le sensazioni provate al suo funerale. Fuori della Cattedrale di Saluzzo avevano posto una gigantografia di don Sandro, bellissima, mentre sorridente tornava in bicicletta dal pozzo di Lombriasco. Vicino, due registri si riempivano di firme e di parole commosse. Con Astorri e Rolfo, mezz’ora prima dell’inizio della Messa, abbiamo cercato un posto dove sederci e trovando occupate tutte le panche, siamo dovuti sedere in prima fila dietro i parenti. Credo ci fossero tutte le classi di Lombriasco e una fiumana di ex-allievi e parenti e conoscenti e curiosi e altri; tanto che la Cattedrale era strapiena, le navate erano gremite di cristiani in piedi. Mi ha fatto impressione un grande cartello (senz’altro posizionato nei giorni precedenti) con su scritto “Eccomi io vengo per fare la tua volontà”. Sembrava la credenziale che don Barra presentava all’Eterno Padre.
Una moltitudine di ragazzi, credo di Lombriasco, facevano un coro discreto; ma ben più imponente era la voce unisona di tanti, tantissimi ex-allievi che a voce spiegata rispondevano al coro. Come in passato avevano fatto sulle panche di Lombriasco.
La bara era ricoperta di fiori e rose bianche.
Subito all’inizio, davanti alla bara, il Direttore dell’Istituto ha disegnato il profilo di don Sandro, dalla nascita alla fine. Profilo bello, esauriente, profondo, convinto e commosso. Ho visto tanti fazzoletti e ho sentito tanto tirar su col naso. Poi la messa celebrata dal Vescovo di Saluzzo, coadiuvato dai Sacerdoti Salesiani e concelebrata da altri cinquantotto sacerdoti. La Comunione è stata molto partecipata e le file, per altro ordinate, sembravano non finire mai. Io dico che da lassù don Sandro sarà stato contento. Poi sono stati i commiati del Vescovo, dell’Ispettore, di Marziano Bertino a nome degli ex-allievi, e ancora di altri.
L’impressione che mi è rimasta nel cuore è che i salesiani di Lombriasco possono essere orgogliosi di aver plasmato, negli anni, un popolo di ex-allievi così cristiani, coesi, fedeli all’insegnamento di Don Bosco filtrato da convinti sacerdoti. E questi presenti erano solo la punta di un iceberg molto più grande.
E io pure, sono orgoglioso di appartenere a tale popolo.

Massimo Tua
ex 64