Una grande esperienza come salesiano e professore

Pur non conoscendolo personalmente, lo vedevo durante gli intervalli passeggiare in cortile o andare in aula di Agronomia a dare consigli ai colleghi e scambiare due parole con gli alunni; nonostante la malattia lo stesse via via indebolendo, ho sempre notato grande serenità e determinazione nel portare avanti i suoi impegni a scuola. Ho potuto conoscerlo meglio quando gli ex-allievi e i professori hanno raccontato le esperienze vissute con lui, l’attenzione e la disponibilità verso i ragazzi, gli aneddoti divertenti e seri della sua lunghissima esperienza di salesiano e professore. Tutto ciò aumenta il rammarico di non averlo conosciuto meglio. Grazie don Sandro di essere un esempio per tutti noi!
Eleonora Segale
(IV ITA)
Io don Sandro l’ho conosciuto non molto tempo fa, circa un anno. Purtroppo, non l’ho avuto come insegnante né l’ho visto quando ancora non era stato colpito dalla malattia che l’ha portato via. Nonostante questo, già dai primi giorni del mio arrivo l’ho visto costantemente presente tra i suoi giovani, sempre con un sorriso e una parola di conforto per tutti. Lo si vedeva dai suoi occhi che amava quello che faceva e lo faceva anche molto bene. Era un grande e ciò lo si notava dal rispetto che avevano e hanno tutti per lui. Avrò per sempre molta stima di un salesiano che tanto ha fatto per Lombriasco, sia come insegnante che come uomo; per questi motivi io, come tutti penso, lo ricorderò per sempre portando nel cuore gli insegnamenti che ha lasciato nonostante il poco tempo che la malattia gli ha concesso.
Raffaele Pautasso
(IV ITA)
Non ho avuto l’occasione di conoscere personalmente don Sandro dato che la malattia l’ha colpito quando frequentavo la seconda; nonostante ciò, posso dire che egli, secondo me, ha contribuito in maniera determinante a rendere famosa la scuola di Lombriasco. Infatti, con qualsiasi persona mi sia capitato di parlare, la domanda che sempre mi veniva posta era: “Come sta don Sandro?” E’ certamente grazie a lui che, ogni anno, moltissimi ex-allievi tornano a Lombriasco per la messa e per rivedersi dopo tanto tempo. Purtroppo, non posso dire molto di più: ma l’affetto e il rispetto che tutti nutrivano nei suoi confronti sono stati dimostrati dall’incredibile partecipazione ai rosari e al funerale. L’interminabile processione di persone che è andata a salutarlo per l’ultima volta mi ha ricordato le migliaia di fedeli che resero omaggio alla salma di Papa Giovanni Paolo II.
Alberto Borretta
(III ITA)
Non ho avuto la possibilità di approfondire il mio rapporto con don Sandro, perché la malattia l’ha colpito prima che potesse diventare mio insegnante: tuttavia, anche semplicemente vedendolo vivere i vari ambienti della scuola, ho capito che era felice di ogni cosa che faceva, si occupava di ogni alunno della scuola, anche se non erano suoi allievi e per tutti aveva una parola gentile o un consiglio utile. Anche durante le ultime settimane, quando si vedeva che stava sempre peggio, si preoccupava che la biblioteca accanto all’aula di agronomia fosse in ordine, che il nuovo prof sapesse spiegare bene e che ricevessimo la giusta preparazione per divenire, in futuro, esperti periti. Don Sandro, sia per i suoi allievi che per le persone come me che non hanno avuto la fortuna di condividere con lui gli anni scolastici, è stato più di un professore: una persona su cui si sapeva di poter contare sempre!
Marco Rho
(III ITA)