Un salesiano di cuore

Dieci righe per descrivere una persona meravigliosa come don Sandro non bastano: bisognerebbe scrivere un romanzo! Don Sandro: grande salesiano, non di corporatura ma di cuore; un uomo che ha donato tutta la sua vita ai giovani e alla scuola di Lombriasco.
Persona di un tempo, che si è battuto affinché la moralità delle persone non scadesse di fronte all’aridità dei tempi attuali e che ha formato, con tutte le energie possibili, tanti giovani come buoni cristiani ed onesti cittadini.
Don Sandro per me è stato un secondo padre, è andato a colmare un vuoto che c’era nella mia vita; sì certo, sono state molte le volte che mi ha ripreso, quando facevo il “pulcino” durante le lezioni, oppure lo dovevo seguire lungo la sala ex-allievi perché mi teneva per le orecchie. Però, quante cose mi ha insegnato, non solo relative alla scuola e alle sue materie.
Nel ricordare quei momenti, mi viene da ridere e anche tanta nostalgia, resa più amara dalla tristezza che c’è nel mio cuore da quell’infausto 16 gennaio, data in cui don Sandro ci ha lasciato. Inutile dire che come don Sandro non ci sarà più nessuno: so che in tanti cercheranno di colmare la voragine che Sandro ha lasciato dietro di sé a Lombriasco, e so che ci metteranno tantissimo impegno, guidati dal suo esempio e dalle sue opere; però, che ardua impresa sarà!
Io ringrazio don Sandro per avermi indirizzato lungo la strada più giusta, perché mi ha aiutato a risollevarmi dalle cadute, che sono state numerose e relative a diversi momenti della mia vita, dalla scuola agli affetti.
Sono convinto che don Sandro rimarrà nel cuore di chiunque l’abbia conosciuto, salesiani, allievi ed ex-allievi con le loro famiglie, insegnanti e collaboratori della scuola, parrocchiani e volontari delle diverse associazioni di beneficienza con cui collaborava che, come un fiume incessante, lo hanno visitato in ospedale e a Lombriasco e lo hanno accompagnato per l’ultimo viaggio.

Marco Adda
(V ITA)

Don Sandro è stato un prof speciale, più che un prete un amico. Capiva al volo se c’era qualcosa che non andava nella classe o in me: era bravo a prendermi da parte e a farmi ragionare sul problema, fin quando non era certo che l’avrei risolto.
Certo che, quando ne combinavo qualcuna, era altrettanto bravo a darmi una adeguata punizione; e se mi invitava ad andare in studio la sera, dopo cena e io, per pigrizia o perché più interessato a fare altro, non gli davo ascolto, di sicuro il giorno dopo mi interrogava, con risultati che vi lascio immaginare… Don Sandro era così: severo ma giusto, autorevole e rispettoso, amico ed insegnante e descriverlo in poche righe è davvero difficile, probabilmente non basterebbe un romanzo. Mi limito a ricordarlo come un amico speciale, unico ed inimitabile col prefisso “don”!

Paolo Culasso
(V ITA)